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Ravenna

Ravenna, città d'arte e di cultura, è conosciuta soprattutto per gli edifici religiosi paleocristiani e bizantini. La città ha vissuto un periodo di rinascita dalla fine del X secolo grazie agli arcivescovi ravennati che commissionarono la costruzione di nuovi edifici religiosi e il restauro delle grandi basiliche.

  • Prima del 850 DC

prima del 850 DC

Il Paesaggio

E’ possibile ricostruire solo in modo approssimativo il territorio di Ravenna prima degli insediamenti romani. Era sicuramente simile a quello di Chioggia e Venezia, ovvero ai territori lagunari a nord del delta del fiume Po. Il primo insediamento urbano sorse probabilmente su una serie di dune, collegato con la terraferma a sud da una stretta fascia di terra che divenne poi la Via Popilia.

La fase più nota della storia di Ravenna si svolge prima dell’850. La città fu infatti per tre volte capitale: dell’Impero Romano d’Occidente dal 402 al 476, del Regno degli Ostrogoti dal 493 al 553, dell’Esarcato Bizantino dal 586 al 751.
Durante l’antichità caratteristica fondamentale del paesaggio di Ravenna era quello di essere circondata dalle acque ed accessibile dal mare. L’imperatore Augusto la scelse come sede della flotta dell’alto Adriatico, destinata al controllo militare e commerciale del Mediterraneo orientale. L’imperatore eseguì importanti lavori di sistemazione idraulica: venne scavato un canale che collegava il fiume Po con il mare a sud di Ravenna. Qui fondò il porto di Classe Fig. 1 che secondo Plinio il Vecchio poteva contenere fino a 250 triremi e 10000 marinai. Si deve ad Augusto anche la strada che univa Ravenna a Classe e a Rimini Fig. 2 (Rimini fu collegata a Roma mediante la via Flaminia intorno al 220).
Nel V secolo il porto di Classe diventò inutilizzabile perché la laguna fu progressivamente interrata a causa dell’esondazione dei fiumi. Durante l’alto Medio Evo avvennero importanti trasformazioni del territorio che contribuirono al declino della città: i rami del Po che scendevano a Ravenna si seccarono, le acque ferme circondavano la città, la linea di costa si allontanava (oggi il mare dista 8.5 km dal centro abitato), la portualità si ridusse in modo significativo. 1 2 3

Fig. 1: Mosaico presso la chiesa di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna raffigurante il Porto di Classe. Crediti: Comune di Ravenna

Fig. 1: Mosaico presso la chiesa di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna raffigurante il Porto di Classe. Crediti: Comune di Ravenna

Fig. 2: Stele funeraria di Publius Longidienus in mostra al Museo Nazionale di Ravenna. Crediti: P. Bernabini, su concessione di SBAP-RA (MIBAC-Italia)

Fig. 2: Stele funeraria di Publius Longidienus in mostra al Museo Nazionale di Ravenna. Crediti: P. Bernabini, su concessione di SBAP-RA (MIBAC-Italia)

L’insediamento

Ravenna fu sempre abitata da popolazioni italiche. Strabone ci dice che fu fondata dai tessali, Plinio la chiama “sabinorum oppidum”. Quando nella pianura padana si ebbero insediamenti umani di una certa importanza, Spina, Adria e Ravenna diventarono porti commerciali. Né gli Etruschi né i Galli riuscirono veramente a impadronirsi della laguna ravennate. Il centro rimase per lungo tempo estraneo alla conquista della pianura Padana iniziata dai romani nel terzo secolo a. C., sia perché era abitato dagli Umbri, alleati dei romani contro i Galli, sia perché il suo territorio non si prestava alla colonizzazione agricola.

Quando nel II secolo a. C. i Romani costruirono la via Emilia il nucleo urbano di Ravenna già esisteva ed apparteneva all’etnia etrusca. Al tempo dei Romani la presenza della flotta stimolò l’economia dell’entroterra e determinò l’espansione dell’abitato di Ravenna. Nell’epoca tardo-antica e nell’alto Medioevo Ravenna fu uno dei poli fondamentali del sistema urbano italiano.

Nuove espansioni e addizioni urbane si ebbero da quando, nel 402, la capitale dell’Impero Romano d’Occidente fu trasferita per iniziativa di Onorio da Milano a Ravenna: la città raggiunse un’espansione di 4.5 chilometri e 180 ettari che non fu superata fino al XIX secolo. Si moltiplicarono gli edifici di culto: Fig. 3 la sopravvivenza più celebre è il cosiddetto Mausoleo di Galla Placidia. Tra il 493 e il 526 Ravenna ospitò la splendida corte di Teoderico: nella parte orientale della città fu costruito un quartiere goto. Il cristianesimo ariano dei sovrani determinò la duplicazione dei luoghi di culto (Sant’Apollinare Nuovo, Battistero Ariano). A quei tempi Ravenna era la maggiore città d’Italia.
Con l’insediamento dei bizantini ai tempi di Giustiniano alcuni luoghi di culto ariani –come Sant’Apollinare Nuovo- furono riadattati alle nuove esigenze ortodosse; altri, come San Vitale – che contiene il celebre mosaico rappresentante Giustiniano e la moglie Teodora – furono costruiti ex novo. Le esigenze di rappresentanza arricchirono ancora una volta la città di palazzi, chiese e monumenti Fig. 4 dei quali purtroppo molto ignoriamo. Da quando i Bizantini furono cacciati dai Longobardi, nel 751, iniziò la diaspora del patrimonio culturale della città, che divenne “una cava di marmi lavorati”: celebri le spoliazioni di Carlo Magno in favore di Aquisgrana. 4 5 6 7 8

Fig. 3: Vista parziale di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna. Crediti: Comune di Ravenna

Fig. 3: Vista parziale di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna. Crediti: Comune di Ravenna

Fig. 4: Vista parziale del Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna. Crediti: Comune di Ravenna

Fig. 4: Vista parziale del Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna. Crediti: Comune di Ravenna

References

1 Storia di Ravenna, (1990-1996) Vol. I-V. Venezia: Marsilio.

2 Malmberg S. (2012) ‘Ravenna naval base, Commercial hube, Capital city’. In: Höghammar K. and Lindhagen A. (a cura di). Ancient Ports: the Geography of Connections. [s.l.] Uppsala University Press.

3 Augenti A. e Bertelli C. (a cura di). (2007) Felix Ravenna. La croce, la spada, la vela: l’alto Adriatico fra V e VI secolo. (Ravenna, 09/03/2007-07/10/2007). Milano: Skira.

4 Storia di Ravenna, (1990-1996) Vol. I-V. Venezia: Marsilio.

5 Ravenna patrimonio dell’umanità. (1997) Forlì: MAC – Abaco Edizioni.

6 Bovini G. e Frattini Gaddoni W. (1999) Ravenna: arte e storia. Ravenna: Longo Editore.

7 Bovini G. (1966) Ravenna città d’arte. Ravenna: Longo Editore.

8 Deliyannis D.M. (2010) Ravenna in Late Antiquity. Cambridge: Cambridge University Press.

Prosegue dall': 850-1050 d.C.

Il Paesaggio L’insediamento

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